Settimana scorsa ho scritto un post: “L’uomo giusto? Lo riconosci a tavola!” e sul mio profilo FB, un mio amico, ha fatto un commento molto interessante:
Cito: “Mettiamola così: avete voluto la parità dei sessi? Ergo, ognuno paga per sè. 🙂

Ho risposto di getto: “Sono d’accordo sulla parità, ma io preferisco fare una volta per uno. Se è un’uscita galante, ovvio.”

La replica è stata spiazzante: “E’ che spesso, per tutta una serie di motivi, la seconda uscita non c’è, quindi preferisco non perderci.”

Se in effetti poi un seguito alla prima uscita non c’è, chi è giusto che paghi il conto?
Annosa questione.

La risposta, almeno quella che vale per me, è che dipende da una serie di fattori.

Chi invita chi, ad esempio.
Se vengo invitata ammetto di aspettarmi che sia lui a fare la prima mossa alla cassa anche se, per come sono fatta, il gesto lo faccio anche io. E, credetemi, non lo faccio tanto per fare.
Sia perché generalmente esco con persone più o meno della mia età che lavorano come lavoro io, per cui posso capire cosa significhi sborsare soldi per uscire la sera. Sia perché, e so che quello che sto per dire forse vale solo per me, se arrivo fino alla cena con un uomo vuol dire che per me una seconda volta ci sarà. Se la serata è andata bene ci sarà anche un bacio, molto probabilmente. Ma nulla di più eh!
Il blog lo legge pure mia madre.

Chi decide il ristorante è una seconda discriminante.
Se scegli di andare a mangiare da Nobu o dal cinese sotto casa le cose cambiano. Se lui per fare colpo ti porta in un ristorante costoso, ma poi insiste per fare alla romana non va bene. Non puoi essere allo stesso tempo galante e fare il passo più lungo della gamba. Perdi tutto.
Idem per le donne. Se sei tu a stressare lui perché ti porti da Giannino così puoi vedere la velina di turno, poi non aspettarti che tiri fuori il portafogli al momento di andare via.
Non te lo meriti ed è già tanto che ti abbia accontentato.

Se vuoi che ci sia un’altra uscita, devi capire chi hai davanti.
Molti agiscono per schemi, pensando che se compiono il gesto X la risposta dell’altra persona sarà Y. Peccato, però, che all’inzio non si riesca a capire esattamente con chi si ha a che fare. Bisogna saper leggere i segnali, che di solito ci sono se guardi bene, ma che spesso ignoriamo se ci troviamo di fronte a due splendidi occhi azzurri.
Ad esempio, se esci con una ragazza molto indipendente che desidera pagare la sua parte e tu non glielo permetti, probabilmente si scoccerà e non ci sarà una seconda possibilità. Allo stesso modo, se esci con una che pretende che le sia offerto tutto e tu non lo fai, non la rivedrai più. In entrambi i casi tu penserai di aver fatto bene, secondo il tuo schema mentale, ma in realtà non è così. Questo lo capirai solo quando, al prossimo tuo invito, lei risponderà che ha molto lavoro da fare. E alla fine non vi rivedrete più. Mai più.

Quindi, come capire chi deve pagare?

Secondo me bisogna semplicemente fare quello ci si sente, usando il buon senso.
Senza partire prevenuti dicendo “Non pago, tanto non ci sarà una seconda uscita.” E neanche il contrario “Pago tutto io così faccio vedere che sono figo.”
Se poi l’altra persona delude le tue aspettative non sarà di certo per colpa di un banale conto al ristorante. Forse, semplicemente, non siete sulla stessa lunghezza d’onda e il vero peggior investimento che si possa fare non è una cena “persa”, ma del tempo sprecato.