Tornando dal mio ultimo viaggio l’aereo è entrato in una tempesta e dopo una serie di turbolenze ha perso quota. Non così tanto da far cadere le maschere per l’ossigeno, ma abbastanza per farmela fare sotto.

In quel momento ho pensato che sarei morta. Sì, sono maledettamente melodrammatica.
Non è come dicono, non ho visto tutta la mia vita davanti. Ho pensato solo: “Merda, è la fine“.

Quando siamo usciti da quella dannata nuvola e tutto è tornato alla normalità ho fatto due cose.
1- Chiedere alla hostess molto, molto alcool
2-Piangere come una fontana.

Poi ho guardato il mio ragazzo e gli ho detto una decina di volte “ti amo“, accarezzandolo come fanno le nonnine quando vedono il loro nipote prediletto. Ho pensato alla mia famiglia e alla mia migliore amica.

Mentre tremavo come una foglia, bevendo alla goccia bicchierini come un vecchio russo e piangendo come una bambina di due anni, ho riflettuto sul fatto che se fossi morta davvero quel giorno non avrei avuto nessun rimpianto.

Caspita, per la prima volta in vita mia tutto è in ordine! O meglio. Ho sistemato le questioni in sospeso che avevo accumulato negli anni. Che sensazione meravigliosa.

Ho fatto i conti con il mio passato. Mi sono ripresa quello che avevo allontanato per paura o per stupidità. Lasciare andare non significa dimenticare.
Perchè non può esiste un vero futuro senza un passato. Il tuo passato. Quest’ultimo è l’elemento chiave della crescita personale di una persona, quello che ci rende unici. Migliori.

Quando elimini dalla tua vita un ricordo o peggio, una persona, tagli via un pezzo di te senza rendertene conto.

Visto che è periodo di saldi butto lì una domanda scontata.
Se il presente è solido e felice perchè temere qualcosa che è stato?